Certo, è colpa mia... se non avessi dimenticato la tessera sanitaria plastificata nella fessura del nuovo distributore automatico di sigarette (per chi non lo sapesse: è una misura di controllo adottata per scoraggiare gli adolescenti dall'acquistare nell'orario in cui le tabaccherie, chiuse, non possano agire direttamente sul divieto ai minori), non avrei dovuto richiederne una nuova (ho sentito dire che ora serva anche per l'acquisto dei medicinali, non solo più per lo sgravio fiscale... ma lasciamo perdere, i farmaci meritano posts a parte!); quindi telefono all'Azienda Sanitaria Locale di competenza e, al terzo tentativo, mi viene detto di recarmi al relativo indirizzo, presso "scelta revoca" (già dubito).
Giunta, mi inoltro per antichi corridoi protetti da arcate in rifacimento, seguendo le frecce indicative: primo ostacolo un portone chiuso, il quale rimanda ad un ingresso secondario; nel frattempo, nell'ordine, incrocio:
- una signora con bambino che mi chiede se so indicarle la via per "medicina sportiva";
- una ragazza che mi chiede se so da che parte si va per le "prenotazioni";
- un signore in età pensionabile che mi chiede se ho visto l'entrata per "medicina legale"...
all'ennesima supposta richiesta, prima ancora che mi venga formulata (pensando a con quale faccia posso essere uscita questa mattina) rispondo preventivamente un "boh, non lo so"; mi sento invece dire: "ah, perchè volevo chiederle cosa stava cercando!"
- ma chi, io?












